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Vecchio Mondo

 

Vedi Nuovo Mondo.


Vegetale

Questo termine, che si sente usare frequentemente, indica un vino, che ha sapore o aroma di erbe, come aneto, timo o menta. Lo si può anche usare per un vino che ha un definito aroma erbaceo. Il Sauvignon Blanc, in particolare, tende ad essere vegetale, ma anche i vitigni come il Cabernet Sauvignon ed il Merlot possono acquisire queste qualità, specialmente quando le uve non sono ben mature e difettano di fruttato. Un vino vegetale non è necessariamente considerato difettoso, se i sapori ed i profumi erbacei appaiono con moderazione, ma, così come con molte erbe, il troppo non è buona cosa. Se sono in eccesso, il vino è da considerare difettoso. I vini vegetali sono, di norma, un risultato di uve coltivate in vigneti che hanno una resa eccessiva.


Velato

Tra i termini usati per descrivere la limpidezza di un vino c’è “velato”. Si applica ad un vino che, tenuto controluce, mostra una piccola quantità di piccole particelle solide sospese nel liquido. Se il vino non è stato intenzionalmente filtrato o chiarificato, un piccolo grado di velatura è normale. Altrimenti, probabilmente significa che il vino ha un difetto, dal momento che la maggioranza dei vini d’oggi vengono chiarificati.


Vellutato

Significa avere una struttura setosa e morbida. Bere un vino vellutato è qualcosa di simile a passare la vostra mano sopra il velluto, una sensazione morbida, piacevole e attraente. I vini rossi spessi, ricchi, corposi, dove tutti gli elementi di tannino, acidità ed alcol sono in equilibrio, possono avere una struttura ed un gusto vellutati.


Vendange Tardive

Termine francese che significa "vendemmia tardiva" ed è usata molto spesso in Alsazia per classificare alcuni vini di prestigio. Gli enologi in Alsazia hanno prodotto prevalentemente vini bianchi secchi dalla fine della Seconda Guerra Mondiale per distinguere il loro stile di vino da quello dei vini tedeschi, che quasi sempre hanno alti livelli di residuo zuccherino. La categoria della Vendange Tardive permette ai produttori alsaziani di diversificare i loro stili, come i vini tedeschi trocken (secchi) ed halbtrocken (semi-secchi) permettono ai vignaioli tedeschi nuovi approcci di mercato.


Vendemmia

La vendemmia è il periodo di tempo nel quale vengono raccolte le uve destinate a diventare vino. Non solo occorre che le uve siano fisiologicamente mature, ma il vignaiolo deve anche considerare la minaccia di possibili cattive condizioni del tempo, la logistica tra la vigna e la cantina (incluse, in mezzo a molte altre variabili, la disponibilità di braccia da lavoro e l’equipaggiamento della cantina), la temperatura delle uve durante la raccolta ed il trasporto alla cantina ed il metodo di raccolta delle uve (a mano o a macchina). Importante è anche il tipo di vino da fare. Per esempio, se si vuol preservare un alto livello di acidità naturale, essenziale per i vini spumanti, lo Chardonnay ed il Pinot Noir, uve deputate alla loro produzione, vengono raccolte normalmente prima delle stesse uve che vengono usate per fare vini fermi. Avvertimento per i viaggiatori: la vendemmia è probabilmente il peggior momento per fare una gita in una regione vinicola, se voi desiderate un buon servizio presso la cantina, a meno che voi non abbiate previsto prima di dare una mano per la vendemmia.


Vendemmia tardiva

Quando questo termine appare nell’etichetta di un vino, significa che le uve sono state lasciate su certe viti selezionate dopo la vendemmia principale per far raggiungere loro livelli di maturazione e di contenuti zuccherini più concentrati (se avete assaggiato un uva sovramatura o appassita, sapete quanto potente essa sia). Il risultato è un vino molto intenso, ricco e dolce, da servire come vino da dessert.


Verde

Nel linguaggio del vino, “verde” ha molti significati, tutti i quali sono normalmente riferiti ai vini bianchi giovani. “Verde” indica un vino giovane che eccessivamente acido o erbaceo, un vino fatto con uve acerbe, aspro e privo di fruttato o un vino che ha un colore verdognolo dovuto alla sua giovinezza.


Vieilles vignes

Espressione francese che significa "vigne vecchie". Occasionalmente potete vedere queste parole sull'etichetta di alcuni vini francesi, come ad esempio Cuvée les Chaillets Vieilles Vignes. Sebbene in generale si sia d'accordo sul fatto che le viti debbano avere almeno 25 anni di età prima che un vignaiolo possa usare il termine "vieilles vignes", non c'è attualmente una regolamentazione che ne limiti l'uso sulle etichette dei vini.


Vignaiolo

E’ il nome del contadino che coltiva il materiale grezzo (es. le uve) che serve per fare il vino. In Francia è chiamato “viticulteur” o “vigneron”; nei paesi anglosassoni “grower”.


Vigne mère

Espressione francese che significa "vite madre" o "clone madre" ed è spesso usata per indicare il vigneto madre. Il termine si riferisce al vigneto o alle vigne (normalmente la migliore selezione) dalle quali altre viti vengono riprodotte o clonate.


Vigoroso

Un vino che è grande, robusto, di corpo pieno e caldo viene detto vigoroso. Il termine è usato quasi sempre per indicare vini rossi che hanno un alto contenuto alcolico.


Vinacce

Sono le parti solide che rimangono dopo che le uve sono state pressate: bucce schiacciate, vinaccioli, raspi, polpa ed altri rimasugli solidi. Nel caso dei vini rossi, le vinacce si riferiscono a tutto ciò che rimane nella vasca di fermentazione dopo che tutto il vino è stato travasato (dal momento che, a differenza del vino bianco, il vino rosso è fermentato assieme ai materiali solidi pressati). Le vinacce normalmente vengono raccolte è distillate per fare grappa In Italia o marc in Francia.


Vinaccioli

Ogni acino ne ha due e insieme alle bucce sono una vitale fonte di tannino per i vini rossi. I vinaccioli sono raramente usati per far crescere nuove viti (oggi si usa l'innesto per questo), sebbene questo sistema sia stato usato per circa 10mila anni.


Vin de garde

Espressione francese usata per indicare che un vino è fatto per invecchiare e maturare piuttosto che per un consumo immediato.


Vin de table

Termine francese per "vino da tavola", spesso riferito ad un vino ordinario. Il vin de table rappresenta quasi un quarto di tutto il vino prodotto in Francia. Molto del vino semplice, di bassa qualità, viene prodotto da vigneti con alte rese e vitigni come Carignan, Aramon e Alicante Bouschet, di cui una grande quantità viene distillato in alcol per altri usi. Tutte circostanze che concorrono a dar credito al detto che "la Francia ha il peggior vino da tavola del mondo".


Vin de pays

Alla lettera questa espressione francese significa "vino di paese". Questi vini sono ritenuti essere un gradino sopra il semplice "vin de table" (vino da tavola) francese, poiché il "vin de pays" è spesso etichettato a seconda del vitgno, disdegnando la denominazione controllata. Questa pratica dell'etichettamento varietale è fatta per facilitare l'inserimento sul mercato dei vins de pays, dal momento che la grande maggioranza di questi vini sono di qualità e prezzo che li rendono molto competitivi rispetto ai vini, anch'essi etichettati secondo il vitigno, del Nuovo Mondo (che sono i bersaglio economico di questa categoria di vini). Ci sono tre categorie per i vins de pays: regionale, dipartimentale e locale.


Vinificazione

Il processo di trasformazione del mosto in vino, attraverso la fermentazione.


Vino

Il vino è, nel senso più generale, succo d'uva fermentato, che contiene dal 10% al 14% di alcol per volume. E' abbastanza interessante sapere che è la sola bevanda alcolica che può essere fatta da sé: basta gettare grappoli d'uva in un grande vecchio contenitore, pressarli, lasciare che il succo si trasformi come per magia. Se esaminate dell'uva non lavata, potrete notare una piccola patina bianca sulla buccia. Questi sono i lievi naturali dell'uva. Ci sono anche zuccheri naturali nell'uva, chiamati fruttosio e glucosio. Quando l'uva viene schiacciata gli zuccheri vengono in contatto con i lieviti e la fermentazione naturale comincia. Ecco perché molta gente ritiene il vino l'unica bevanda alcolica naturale. L'arte di fare un vino gradevole, comunque, è un processo complicato, che concerne una giusta selezione dell'uva, la fermentazione, il filtraggio dei sedimenti, l'invecchiamento e dozzine di altri procedimenti da quelli tradizionali ai metodi sperimentali.


Vino barriccato

Semplicemente è un vino che è stato invecchiato in una barrique di rovere dopo essere passato attraverso il processo di fermentazione. Spesso il termine “passato in barrique” appare sulla retroetichetta dei vini di qualità ed indica con buona probabilità che il vino ha preso alcuni aromi caratteristici della barrique come la vaniglia, il burro e così via. L’invecchiamento in barrique dà inoltre al vino un colore più intenso ed ammorbidisce i suoi tannini mentre l’ossigeno penetra lentamente attraverso i pori del legno. Quando l’enologo stabilisce che il vino è stato invecchiato abbastanza a lungo nella barrique (perché si può sovresporre il vino agli effetti del legno), esso viene imbottigliato e, in qualche caso, lasciato ancora ad invecchiare un po’. Molte cantine usano una combinazione di barriques nuove, vecchie di uno, due, tre anni. Esse tendono a rimpiazzare le loro barriques di rovere dopo quattro o cinque vendemmie, dal momento che all’interno si formano incrostazioni che impediscono l’interazione tra il legno ed il vino.


Vino da collezione

Qualche cantina espone nella sua sala di degustazione una gamma delle sue annate per mostrare agli ospiti come I loro vini si sono evoluti e sono maturati (si spera) anno dopo anno. Usualmente questi vini da collezione sono venduti solo presso la cantina, ma occasionalmente una cantina può commercializzare un particolare vitigno come vino da collezione.


Vino da dessert

E' un'ampia categoria di vino abitualmente dolci. Porto, Sherry, Sauternes e Madeira sono tutti considerati vini da dessert. In realtà il termine è abbastanza fuorviante, perché non tutti i vini da dessert hanno un gusto dolce o hanno intenzione di seguire il loro piatto d'ordinanza (per esempio, basti pensare alla sublime combinazione del foie gras, un antipasto, con il Sauternes, tradizionalmente considerato un vino da dessert).


Vino da tavola

La maggior parte della gente pensa che il vino da tavola sia roba da poco, ma non sempre è così. Nei paesi dell’Unione Europea ogni vino prodotto nelle nazioni che la compongono senza attenersi alle regole delle denominazioni di origine ufficiali è considerato vino da tavola. Grandi vini (come i Supertuscans) possono trovarsi in questa categoria insieme ai semplici vini da caraffa. Lo stesso negli Stati Uniti dove molti vini di alta qualità sono considerati vini da tavola. Negli States se un vino non spumante ha un contenuto alcolico che non supera 14% è un vino da tavola. Ogni vino che abbia un contenuto alcolico superiore a 14% (normalmente dovuto al fatto di aver aggiunto alcol durante o dopo la fermentazione) deve essere per legge etichettato come vino da dessert.


Vino di torchio

Quando le uve sono vendemmiate e pressate, il mosto che ne risulta viene chiamato prima spremitura. Le bucce e le polpe sono quindi spremute di nuovo per tirar fuori il liquido rimanente, che viene chiamato "torchiato" o vino di torchio. Questo succo ha un colore, un sapore e tannini più concentrati della prima spremitura (c'è la stessa differenza tra succo di limone e limonata). Il vino di torchio rosso differisce dal bianco in quanto non è pressato una seconda volta fino a che non ha terminato la fermentazione (dal momento che il vino rosso è fermentato con bucce e vinaccioli). Il vino di torchio viene spesso riversato nella prima spremitura per aggiungere struttura.


Vino fortificato

Un vino è considerato fortificato se vie è stato aggiunto dell’alcol. Un vino non fortificato ha circa da 11% a 14% gradi alcolici e l’aggiunta di brandy o di alcol naturale fa innalzare il livello da 15% a 21%. L’alcol viene aggiunto per molte ragioni: 1) per fermare il processo di fermentazione, quindi aumentando il contenuto zuccherino; 2) per stabilizzare il vino, rendendolo assai meno esposto al rischio di rovinarsi, anche quando rimane stappato; 3) per dargli un po’ di vigore. I vini fortificati più popolari (conosciuti anche come vini da dessert o vini liquorosi) sono il Porto, il Madeira e lo Sherry.


Vino generico

Se il vino arriva in tavola in un cartone oppure in una bottiglia con il tappo a vite e porta qualche assurda etichetta con Chablis (per il vino bianco) o Borgogna (per il vino rosso), si tratta normalmente di un vino generico. Si può scommettere facilmente sul fatto che quei vini generici poco o nulla hanno a che spartire con le famose regioni vinicole di cui riportano il nome sull’etichetta.


Vino kosher

Come tutti i prodotti kosher, il vino kosher deve essere strettamente conforme alle leggi bibliche ebraiche ed essere prodotto sotto la supervisione di un rabbino (anche i lieviti devono essere kosher). Nel Nord America, il vino kosher viene usualmente fatto con le acide uve Concord ed in seguito addolcito con zucchero per abbassare l’acidità. Oggi i vini kosher sono ampiamente migliorati ed usano vitigni e metodi di vinificazione standardizzati, ma sono ancora parte integrante del cerimoniale ebraico, come nella consacrazione sabbatica o nella celebrazione della Pasqua.


Vino nobile

I vini nobili sono il meglio del meglio. Gli enologi fanno tutto il possibile per creare i vini di miglior qualità possibile. Perfetta armonia, eleganza, equilibrio e complessità sono tutti i segni caratteristici di un vino nobile.


Vin ordinaire

Vedi Vin de table


Vino organico

Come con molti altri cibi e bevande, un numero crescente di cosiddetti vini organici sta entrando sul mercato. I vini organici sono fermentati da uve coltivate senza l’uso di fertilizzanti chimici, pesticidi o erbicidi. Tuttavia, come tutti i vini, i vini organici contengono ancora solfiti, dal momento che una piccola quantità di essi viene naturalmente prodotta durante il processo di fermentazione. Le regole ed i metodi per produrre uve e vino organici dipendono dal paese d’origine e dall’ente incaricato della certificazione. La coltivazione biodinamica dell’uva e la vinificazione è un’altra scuola di pensiero organico (in Francia viene chiamata “biodynamie”): essa riguarda gran parte della pratica organica standard, ma include anche le applicazioni omeopatiche nel vigneto per il controllo degli insetti nocivi e delle malattie. Nicolas Joly, francese della Valle della Loira, è il capofila dei sostenitori dei vini biodinamici.

 

Vino spumante
E’ un termine che indica una vasta categoria di vini (incluso lo Champagne) che hanno avuto una seconda fermentazione o in bottiglia (metodo champenoise) o in autoclave (metodo Charmat), per mezzo dell’aggiunta di zucchero e lieviti, che successivamente hanno prodotto l’anidride carbonica responsabile della gradevole effervescenza. I consumatori ed i professionisti del vino spesso fanno lo stesso comune errore di chiamare Champagne tutti i vini spumanti. Molto semplicemente, se non viene dalla Champagne, regione geografica della Francia, il vino spumante non è Champagne. Ci sono parecchi metodi per produrre vino spumante, fatto in una larga gamma di stili e, a seconda delle sue origini, di nomi. Crémant (Francia), Cava (Spagna), Spumante (Italia) e Sekt (Germania ed Austria) sono vari stili di vini spumanti. Il vino spumante economico è fatto addirittura iniettando semplicemente anidride carbonica direttamente nel vino. Per vostra informazione, sebbene tutto lo Champagne sia vino spumante, pochissimo vino spumante è Champagne.

 

Vintners Quality Alliance (VQA)

Un sistema di denominazione d'origine sviluppato da un'unione di produttori di vino, legislatori governativi e istituzioni di ricerca, che identifica i vini basandosi sull'origine delle uve con le quali sono prodotti. Con questo sistema il Canada si aggiunge agli altri paesi produttori di vino nello sviluppare un sistema di regolamentazioni e di standards per i suoi vini. Come le AOC francesi, ogni regione canadese detta le proprie regole sui vitigni consentiti ed i livelli zuccherini alla vendemmia. Diversamente dai vini AOC francesi, i vini VQA sono analizzati da un gruppo di esperti indipendenti e solo quelli che raggiungono o superano gli standards VQA hanno diritto alla denominazione. Questi vini possono esibire sulla bottiglia la medaglia VQA.


Viognier
Questo vitigno bianco del Rodano Settentrionale sta diventando sempre più popolare in California. Il Viognier è famosissimo per essere il solo vitigno nel Condrieu nel Rodano Settentrionale. In generale i vini fatti con il Viognier sono di corpo da medio e medio-pieno e di colore da giallo pallido a giallo dorato. Sono inoltre alcuni dei vini più aromatici ed elegantemente profumati (pesca ed albicocca secche) al mondo. L'acidità è moderatamente bassa ed il livello alcolico può essere discretamente alto. Il vino ha un ricco, quasi untuoso carattere ed un finale medio-corto. Sebbene i vini Viognier di più alta qualità possano invecchiare e migliorare con gli anni, la maggior parte danno il loro meglio nei primi tre anni.


Viticoltura
Il metodo ed il processo di coltivazione dell'uva e della cura del vigneto.


Vitigni classici

Il termine comprende 9 vitigni considerati classici per la loro alta qualità e per la loro capacità di essere coltivati nelle più varie condizioni geografiche e climatiche, mantenendo un loro carattere varietale sempre identificabile ed una qualità significativa. I bianchi classici sono lo Chardonnay, lo Chenin Blanc, il Riesling, il Sauvignon Blanc ed il Sémillon, mentre i rossi sono il Cabernet Sauvignon, il Merlot, il Syrah ed il Pinot Noir.


Vitigni nobili

Come l’Inghilterra ha la sua propria aristocrazia, così le dozzine di vitigni impiegati per fare vino hanno la loro nobiltà, una singolare classe di vitigni, che producono alcuni dei vini di più alta qualità nei vigneti di tutto il mondo. In questa lista d’élite ci sono: Cabernet Sauvignon, Syrah, Pinot Noir, Merlot, Chardonnay, Sauvignon Blanc, Riesling, Chenin Blanc e Sémillon. Quindi ci sono i vitigni maggiori, che per poter dare il loro meglio sono coltivati soltanto in aree specifiche (mentre i classici danno risultati notevoli un po’ in tutto il mondo), come il Sangiovese toscano o il Tempranillo di Rioja. Assieme, i vitigni classici ed i vitigni maggiori compongono questo gruppo esclusivo conosciuto come vitigni nobili. Ricordate comunque che i vitigni nobili non danno automaticamente come risultato un nobile vino.

 

Vitigno

Imparate questo termine , perché lo sentirete spesso. Il vitigno è una certa specie di uva con la quale viene fatto il vino. Se il vino viene fatto con uve Chardonnay, il vitigno usato è appunto lo Chardonnay. Ogni nazione ha delle precise regole per stabilire la percentuale minima di una certa uva con la quale il vino viene fatto ed alcuni vini sono fatti interamente con la stessa varietà d'uva. La maggior parte dei vini in commercio vengono chiamati con il nome del vitigno usato per fare il vino (es. Chardonnay, Merlot, ecc.) o del posto in cui le uve sono state coltivate (es. Bordeaux, Chianti, Rioja, ecc.). Negli Stati Uniti la maggior parte dei vini ha nomi di vitigni, mentre i vini europei quasi sempre vengono chiamati con i nomi della regione o della denominazione da cui provengono.


Vitis vinifera

E' la specie di vite europea con la quale sono fatti quasi tutti i vini. Per esempio, tutti i classici e maggiori vitigni come lo Chardonnay ed il Cabernet Sauvignon sono "vitis vinifera".

 

Vivo

L’opposto di stanco o fiacco. Un vino vivo è allo stesso tempo fresco e vivace ed ha un apprezzabile quantità di acida vivacità. Il termine viene normalmente usato per i vini bianchi giovani o per i vini rossi leggeri di corpo, così come per i vini più vecchi che hanno mantenuto la loro freschezza o i vini spumanti che hanno una fine spumantizzazione.


VQA

Acronimo per Vintners Quality Alliance.


Vuoto

Un vino che manca di sapore è considerato “scarno”. Ma se un vino è privo di ogni sorta di sapore, corpo o complessità viene indicato come vuoto (il peggior incubo di un enologo). Responsabile di tutto questo è normalmente una vendemmia povera o mal condotta.


Zinfandel

Sebbene alcune tracce colleghino le origini genetiche dello Zinfandel al vitigno Primitivo dell'Italia Meridionale, i californiani hanno considerato lo Zinfandel come un loro vitigno esclusivo per più di un secolo. Infatti, esclusi pochi produttori in Australia e Sud Africa, questo straordinario e versatile vitigno è coltivato solamente negli Stati Uniti. E' una bella uva, con chicchi grassi e grossi, di un colore blu scuro che sono dolci e pieni di succo. Negli anni Settanta guadagnò un enorme seguito quando Gallo mise in commercio una versione leggera e leggermente dolce chiamata White Zinfandel. Ma adesso che la moda dello White Zinfandel è passata, gli enologi californiani stanno producendo di nuovo grandi Zinfandel, dal frutto di ciliegia intenso ed abbastanza corpo da abbinarsi con manzo, selvaggina, salsicce ed ogni altro piatto robusto o piccante. Lo Zinfandel può dare inoltre vita a vini sullo stile del Porto od a vini di corpo leggero sullo stile dei Claret. Al suo meglio, lo Zinfandel è un vino ricco, robusto e fruttato con spiccate note pepate. E' spesso alto di alcol e ha un finale inequivocabilmente caldo. E' coltivato per la maggior parte nella California Settentrionale, con i migliori vini che vengono dalle regioni costiere più fredde.


Zolfo

Lo zolfo, nelle sue varie forme, è uno dei migliori amici dei vignaioli e degli enologi, per il motivo che ha numerosi benefici usi. Una mistura di zolfo, calce ed acqua viene cosparsa sulle uve per prevenire, muffe, oidio e malattie. E’ usato per pulire e sterilizzare le attrezzature enologiche. Il biossido di zolfo è aggiunto al vino come conservante e per prevenire l’instabilità microbiologica durante il processo di vinificazione. Inoltre lo zolfo previene indesiderate fermentazioni secondarie nei vini dolci. Piccole quantità di solfiti esistono naturalmente nelle uve e in molti altri frutti e la loro forma gassosa (il biossido solforoso) è un naturale sottoprodotto della fermentazione. Tuttavia un enologo normalmente aumenta la quantità dei solfiti presenti durante le varie fasi del processo di vinificazione con aggiunte di biossido solforoso (nonostante si tenti di usarlo il meno possibile). Dal momento che un certo numero di persone sono allergiche ai solfiti, il governo degli Stati Uniti ha stabilito che se il vino contiene 10 ppm (parti per milione) o più di solfiti (e quasi tutti i vini le contengono), la sua etichetta deve riportare “contiene solfiti”. Pochi vini sono fatti senza solfiti e quelli devono riportare in etichetta “nessun solfito aggiunto”. Un vino etichettato come “organico”, tuttavia, non garantisce che sia libero da solfiti. Luogo comune: “sono i solfiti nel vino rosso a provocarvi un mal di testa”. Realtà: “i vini rossi in realtà contengono molti meno solfiti dei vini bianchi; i responsabili possono essere i composti istaminici ed altre sostanze derivate dalle bucce delle uve e dai tannini, ma nessuno lo sa per certo”. Notizia sorprendente: la maggior parte della frutta secca e delle patatine fritte contengono livelli più alti di solfiti rispetto alla maggior parte dei vini.


Zuccheraggio

E’ il processo con il quale si aggiunge zucchero prima o durante la fermentazione per aumentare il livello alcolico di un vino. Viene fatto normalmente per compensare la produzione di uve non ben mature nei climi più freddi, come quelli che si trovano nell’Europa settentrionale. Nella maggior parte dei casi lo zucchero viene aggiunto per elevare il contenuto alcolico da 1% a 2%. Non si può praticamente scoprire e non rende il vino più dolce, poiché tutto lo zucchero viene convertito in alcol. L’intero processo è strettamente controllato dalla legge, ma è considerato illegale in Italia, Germania, nel sud della Francia ed in California (dove peraltro non ce n’è mai bisogno).